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Due italiani morti in Libia ,siamo in guerra a nostra insaputa

Il popolo italiano merita rispetto. Renzi deve immediatamente venire in Parlamento a riferire su diverse delicatissime questioni che riguardano la politica estera:

1. Caso Regeni. Vogliamo la verità!
2. Presidente Berlusconi intercettato da USA (non mi frega nulla che fosse Berlusconi, hanno intercettato il Presidente del Consiglio quindi l’Italia intera).
3. Guerra in Libia. Siamo in guerra a nostra insaputa ed è inaccettabile.
4. I due italiani morti oggi in Libia. Il Parlamento vuole conoscere dal governo la dinamica.

Questa è una Repubblica parlamentare, non un regime totalitario in mano a 4 cialtroni che neppure ci mettono la faccia!

P.S. Domani sera (ven 4) sarò a Vasto per la cena di autofinanziamento (voi vi sedete e noi serviamo). Pizzeria Pizzipò, via Canaccio, 4. Domenica 6 invece sarò a Barcellona Pozzo di Gotto alle 16.00 al Parco Urbano Maggiore La Rosa (Ex stazione ferroviaria, Seme d’arancia). Non ci fermiamo mai!

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Isee: Consiglio di Stato ripristina giustizia, ora Renzi e Poletti devono obbedire!

Finalmente con la sentenza del Consiglio di Stato è stata scritta la parola fine su una vicenda che in un Paese civile non si sarebbe dovuta nemmeno ipotizzare. Con la conferma delle sentenze del Tar del Lazio, del gennaio 2014, viene dunque definitivamente negata la possibilità di inserire tra le voci del reddito per il calcolo dell’Isee anche le provvidenze assistenziali. Il governo esce da questa vicenda doppiamente sconfitto, sia perché aveva deciso di inserire questa misura sia perché, non pago, di fronte allo stop imposto dal ‘Tribunale amministrativo regionale, aveva deciso di fare ricorso al CdS.

Oggi è un giorno importante perché viene ripristinato un principio di giustizia che il governo stava cercando di calpestare. La nostra battaglia nelle istituzioni, che conduciamo da tre anni a suon di atti parlamentari attraverso i quali chiedevamo di eliminare le provvidenze assistenziali dal calcolo dell’Isee, oggi è stata definitivamente premiata. L’ultima occasione durante la quale ci eravamo spesi in tal senso era stata l’ultima Legge di Stabilità. Le giustificazioni utilizzate allora da governo, Pd e maggioranza per respingere la nostra richiesta oggi cadono definitivamente.

Ora il governo ha il dovere di obbedire alla giustizia italiana e ci aspettiamo parole di scuse da parte di Renzi, Poletti, Biondelli e da parte di tutti quei parlamentari che hanno difeso l’indifendibile. Tra l’altro, alla luce del pronunciamento del Consiglio di Stato, si pone un quesito molto rilevante: chi pagherà ai cittadini quei servizi sociali non erogati a causa del meccanismo del nuovo Isee?

In conclusione, ricordiamo che questa settimana alla Camera si voteranno i nostri emendamenti alla mozione sulle Politiche a sostegno della famiglia attraverso i quali proponiamo proprio di eliminare questa stortura alla radice. Vogliamo proprio vedere cosa faranno questa volta.

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Renzi esulta , grazie a Verdini e Alfano e passato metà DDL Cirinnà

Renzi esulta (grazie a Verdini): “Pagina storica, vince l’amore”

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Senza i numeri del gruppo di Verdini, Renzi non avrebbe più la maggioranza politica. Ma esulta lo stesso: “Ha vinto la speranza contro la paura”

“Ha vinto l’amore”. Matteo Renzi esulta per il via libera del Senato al ddl Cirinnà sulle unioni civili.

In realtà il premier avrebbe davvero poco di che gioire. Oggi la maggioranza che sostiene il suo governo si è fermata a quota 155. Voti che, comunque, da soli sarebbero bastati a votare la fiducia e approvare il ddl. Con l’aggiunta dei 18 verdiniani, i voti a favore del maxiemendamento salgono a 173. Il dato “politico” è che senza i numeri del gruppo di Denis Verdini non ci sarebbe la maggioranza politica, ovvero non raggiungerebbe quota 161, i voti necessari per avere la maggioranza assoluta al Senato.

In un turbinio di polemiche, Renzi ostenta serenità e sicurezza. “La giornata di oggi resterà nella cronaca di questa legislatura – scrive su Facebook – nella storia del nostro Paese”. Ma il via libera al ddl Cirinnà si porta dietro un turbinio di polemiche. I voti di Verdini non indispongono solo il centrodestra, che chiede al premier un passaggio dal capo dello Stato Sergio Mattarella per certificare la nuova maggioranza, ma anche la minoranza dem che rifugge i voti di Verdini. “Abbiamo legato la permanenza in vita del governo a una battaglia per i diritti, mettendo la fiducia – si difende il premier – non era accaduto prima, non è stato facile adesso. Ma era giusto farlo”. Poi continua: “Leggo critiche, accuse, insulti. Rispetto tutti e ciascuno, dal profondo del cuore. Ma quel che conta è che stasera tanti cittadini italiani si sentiranno meno soli, più comunità. Ha vinto la speranza contro la paura. Ha vinto il coraggio contro la discriminazione. Ha vinto l’amore”. Insomma, Renzi non ha alcuna intenzione di salire al Quirinale e ammettere che senza i voti di Verdini la maggioranza non è più autosufficiente. “Se come minaccia qualcuno – conclude il premier su Facebook – andrò a casa perché ‘colpevole’ di aver ampliato i diritti senza aver fatto male a nessuno, lo farò a testa alta. Perchè oggi l’Italia è un Paese più forte. Perché oggi siamo tutti più forti”.